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Le PILLOLE de La Signora in Giallorosso – Manfridi: “Il caso Malcom non è stato grave dal punto di vista tecnico, ma ha battezzato la stagione sotto il segno della diffidenza estrema”. Torri: “Con tutto il rispetto per Mirante, che è uno splendido dodicesimo: la Roma deve prendere un titolare”. Austini: “L’acquisto di Ronaldo è un flop, per i risultati della squadra e quelli personali”

Nuovo appuntamento con la rubrica de Le Pillole de “La Signora in Giallorosso“, puntata di lunedì 13 maggio 2019, in onda alle 23 su TeleRoma 56 (canale 15 del digitale terrestre).

In studio con Massimo Ruggeri: Piero Torri (Il Romanista/Tele Radio Stereo), Alessandro Austini (Il Tempo), Giuseppe Manfridi (scrittore), Fabio Avaro (attore), Lallo Circosta (attore), David Moresco (Pagine Romaniste), Gabriele Conflitti e Margherita Bellecca.

Manfridi: “Il gesto di Ronaldo è stato volgare, che denota una volgarità dell’animo. Il riferimento alla statura è alla dimensione in cui sta, una dimensione più piccola, quella della Roma”. Moresco: “Il discorso è: perché non l’ha mai fatto a Messi?”. Austini: “Ronaldo non è un uomo da sport, o almeno non un uomo da squadra. Il suo acquisto è un flop, per i risultati della squadra e quelli personali. Prende 30 milioni, dovrebbe valere da solo tre top player come Van Dijk, Kane e Salah”. Circosta: “In un mondo che idolatra il nulla, guardano il curriculum, non cosa sia. Ha ragione Piero quando dice che se lo avesse fatto Totti, Roma sarebbe stata demonizzata“. Avaro: “Sono stato contento di come ha reagito la squadra, abbiamo vinto in campo”. Austini: “Aggiungo che Cristiano Ronaldo è colui che si presenta in conferenza stampa con un orologio da un milione di euro, credo che questo basti”. Moresco: “Allegri dopo la partita ha detto che se ci fosse stato qualcosa in palio se la sarebbero giocata“. Austini: “Lo Juventus Stadium è maledetto per la Roma, ma da quando c’è la Juventus all’Olimpico ha vinto solo una volta”. Torri: “La Roma negli ultimi quattro o cinque anni è la squadra che ha battuto più volte di tutte la Juventus”. Austini: “Insieme al Genoa, l’ha battuta tre volte”.

Manfridi: “Mirante è un portiere straordinario tra i pali. In questa sua esperienza da titolare, l’errore grave è sul gol preso al Genoa. Ieri ha fatto tre interventi formidabili e sono interventi che sa fare”. Austini: “Anche quello di Genoa non è un errore casuale però. Accade lo stesso a Verona contro il Chievo e in casa contro l’Udinese”. Torri: “Con tutto il rispetto per Mirante, che è uno splendido dodicesimo: la Roma deve prendere un titolare e deve vendere Olsen“. Austini: “Io credo che Monchi a un certo punto abbia chiesto a Di Francesco di difenderlo con le scelte. Pare che Savorani avesse detto da tempo a Di Francesco che Mirante stesse meglio”. Moresco: “C’è da dire che adesso la difesa è molto più bassa e la cosa esalta un portiere più bravo tra i pali”. Circosta: “Non ho un’idea chiara sul portiere, ma mi piace più Mirante di Olsen”. Austini: “Queste finali europee sono la certificazione di un mondo a parte“.

Austini: “Lo scenario dei preliminari di Europa League non so se farebbe saltare tutta la tournée. Sicuramente l’ultima partita non potrebbe giocarla. C’è anche il discorso legato al Milan, quindi sarà un’estate complicata”. Torri: “Secondo me il Barcellona se caccia Valverde prende Ten Hag, che mi intriga ma qui avrebbe bisogno di tempo”. Avaro: “Se si fosse cambiato allenatore dopo Natale, forse saresti arrivato anche terzo, ma in qualsiasi azienda, cambiando il responsabile delle risorse umane a sei settimane dalla fine, il risultato finale rimane per l’80% merito suo”. Austini: “Secondo me Ranieri ha un’idea di calcio più applicabile alla rosa attuale. Esempio Nzonzi: ieri ha fatto una partita straordinaria, giocando praticamente da centrale di difesa”. Torri: “Credo che la società abbia fatto tantissime buone cose, ma ha sbagliato anche, ad esempio non facendo il mercato di gennaio”. Manfridi: “Il caso Malcom non è stato grave dal punto di vista tecnico, ma ha battezzato la stagione sotto il segno della diffidenza estrema. Ha fatto dire ‘Questa dirigenza non ce la fa’”.