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Le PILLOLE de La Signora in Giallorosso – Manfridi: “Non hanno aspettato il no di Conte per decidere di non rinnovare il contratto a De Rossi”. Rossi: “La vicenda De Rossi ci ha fatto capire che l’uomo forte della Roma sia Baldini”. Torri: “Preferisco perdere da Roma che vincere da Juventus”

Nuovo appuntamento con la rubrica de Le Pillole de “La Signora in Giallorosso“, puntata di giovedì 16 maggio 2019, in onda alle 23 su TeleRoma 56 (canale 15 del digitale terrestre).

In studio con Massimo Ruggeri: Piero Torri (Il Romanista/Tele Radio Stereo), Mario Stagliano (avvocato), Giuseppe Manfridi (scrittore), David Moresco (Pagine Romaniste), Massimiliano Rossi (consulente marketing sportivo),  Ludovica Cohen, Gabriele Conflitti e Gemma Mormile

Torri: “Io credo che i dati siano riduttivi per spiegare che cosa perde la Roma, perdendo Daniele De Rossi. Questa società non l’ha capito. Preferisco perdere da Roma che vincere da Juventus. Mi è stato detto che la mia Roma è morta di vecchiaia, ma io rimango aggrappata a quella. Forza Roma”. Manfridi: “Questa ormai è un’azienda. Si parla di bandiere come se fossero l’infezione del calcio. Sono persone che portano quella maglia con un senso di maggiore identificazione”. Torri: “Non posso immaginare che anche da un punto di vista aziendale che il core business sia la squadra di calcio”. Stagliano: “Non sono obiettivo quando parlo di De Rossi. Martedì mattina ho pianto. Noi che abbiamo una certa età dobbiamo avere memoria storica. È capitato già con Ferraris IV, Losi, Di Bartolomei e Giannini. Purtroppo questi fatti sono per me odiosi, ma non si verificano per la prima volta. Su queste cose i tifosi veri della Roma si lacerano. Non ha diritto di parlare però chi lo mandò a scadenza di contratto e gli fece un contratto di sei milioni e mezzo l’anno, sostanzialmente ricomprandolo”.

Torri: “Dopo quello che è successo posso aspettarmi di tutto e di più. Siamo alla vigilia di una rivoluzione, spero non culturale. Oggi 16 maggio 2019 la Roma non ha un allenatore, ha un direttore sportivo esautorato nei fatti. Ieri dal cancello di Trigoria sono usciti De Rossi, Massara e Ranieri, che a fine stagione se ne andranno. Dov’è la Roma che sarà?”. Rossi: “La vicenda De Rossi ci ha fatto capire che l’uomo forte della Roma sia Baldini”. Stagliano: “Non è così”. Manfridi: “C’è un’incredibile diversità con i casi precedenti. Lì c’era dell’umanità, con dei presidenti, qui siamo alla fantascienza”. Rossi: “Anche Ranieri ha evocato Baldini sia ieri ai cancelli di Trigoria che oggi in conferenza. Secondo me influisce, altrimenti non sarebbe stato chiamato in causa”. Moresco: “Il fatto che ne abbiano parlato De Rossi e Ranieri che stanno per finire il loro rapporto con la Roma non è un caso, sono liberi di dire quello che vogliono. Ha comunque deciso Pallotta, anche se su consiglio di Baldini”. Cohen: “Dobbiamo chiederci adesso quale sarà il rapporto tra Florenzi e i tifosi”.

Rossi: “Forse si è pensato di non voler ricreare una situazione come quella di Totti. Una ragione ci deve essere, soprattutto per un personaggio come De Rossi”. Moresco: “In generale c’è una differenza tra quello che era Totti e quello che è De Rossi oggi. De Rossi contava nello spogliatoio. Credo che la Roma abbia fatto un ragionamento cinico: mi può dare più o meno di quest’anno? Meno“. Cohen: “All’interno di una squadra serve un leader come De Rossi che incentivi e faccia da ponte per i giocatori”. Manfridi: “Se hanno aspettato il no di Conte? No, non hanno aspettato il no di Conte. Ha ragione De Rossi quando diceva di averlo capito. Piuttosto mi dirai che l’allontanamento di De Rossi dovrebbe avere motivi tecnici. Ma come comprendo una scelta tecnica in assenza di un tecnico?”. Torri: “Il mese di maggio inizia a dover essere cancellato dal calendario. Il 26 maggio ora sarà anche la data dell’ultima di De Rossi”.