Il 31 gennaio si avvicina. Le offerte vincolanti per l’acquisizione della Roma stanno per essere messe sul piatto. Anche se non si tratterà di una vera e propria dead line: la data risulta flessibile, pertanto non è escluso che tutte le documentazioni saranno ultimate anche nei giorni successivi. La volontà di Unicredit e dell’advisor è di raccogliere i fascicoli entro la prima settimana di febbraio. Per il momento restano in gara sia la cordata americana capitanata da Thomas DiBenedetto, sia l’imprenditore Giampaolo Angelucci (deciso come non mai a portare avanti l’affare). Ma non si può escludere che Rothschild riceva altre offerte. Quella a stelle e strisce sarebbe la più alta. Sarà fondamentale la fase di verifiche: nel caso in cui tutti i requisiti fossero al loro posto, difficilmente i concorrenti saranno in grado di superarla. Gli americani verrebbero affiancati da Unicredit (sia in qualità di socio, sia come finanziatore): il 60% nelle mani di Mr DiBenedetto & Co., il 40% in quelle della banca. Che a sua volta si riserverà di girare un 20% ad un terzo socio italiano. Nella lista di imprenditori “nostrani” proposta dall’istituto di credito figurano, tra gli alti, Francesco Angelini e la famiglia di costruttori Parnasi, con questi ultimi che risponderebbero all’identikit di un partner esperto nella costruzione dello stadio. In entrambi i casi, la Roma avrebbe una figura di riferimento romana e romanista: tanto il magnate della farmaceutica, quanto i Parnasi, stravedono per la “Magica”. Non resta che attendere.
A.G.R.
ARTICOLI CORRELATI: Roma – Parnasi: chi è






3 Comments
E daje. Ancora ipotesi, proposizioni suggestive, ma di concreto ancora il vostro, incessante, “bla,bla, bla”. Sete puro voi dei semplici “giornalai”; solo che rompete le scatole in Internet, senza sporca’ la carta co’ l’inchiostro. Datece notizie concrete e no solo supposizzioni. State a fa’ come ‘n camapgna acquisti: ‘n giorno ‘n giocatore è de la Roma poi nun se n’è fatto gniente. Sète solo dei confusionarì. Me diverto a legge le vostre panzanate, ma a tutto c’è ‘n limite.