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Repubblica.it – Zeman e quei cori razzisti. Ma anche Balotelli sbaglia

Zdenek Zeman, dopo aver compromesso la stagione della Roma, adesso entra a piedi giunti su Balotelli: “Non è razzismo, i buu sono legati all’atteggiamento di Mario. Se uno si comporta bene, non succede niente“. Non è vero. Il boemo vuole sempre stupire, in campo e fuori. Ma stavolta era meglio se stava zitto.

La risposta più chiara gliel’ha data Demetrio Albertini, ex grande campione e vicepresidente Figc: “Sarà stupidità ma se certi cori si sentono solo per giocatori di colore, per me è razzismo“. Proprio così. E Marcello Nicchi, n.1 degli arbitri, consiglia: “Meno chiacchiere e più interventi duri nei confronti di quella che per me è una vergogna commessa da idioti“. Mario è un giocatore scomodo in campo (e sbaglia il buonista Ulivieri a dire che “è molto migliorato, fa meno provocazioni“): scomodo per gli arbitri, che non lo amano di sicuro, e anche per i rivali. Ma questo non giustifica i cori razzisti, il tentativo (stupido) di fargli perdere la testa.

E’ comprensibile che Balotelli sia risentito quando sente i cori di alcuni tifosi della Roma (nessuno identificato, ovviamente: la questura di Milano che faceva?) ma sbaglia quando sostiene che in futuro potrebbe anche lasciare il campo. Non può farlo, rischia l’espulsione e la conseguente squalifica. Lo ha ricordato oggi anche Nicchi. Ci sono delle norme che vanno rispettate. Balotelli lasci fare all’arbitro (bravo Rocchi), al funzionario di polizia (l’unico che può dichiarare chiusa la partita e mandare tutti a casa) e al giudice sportivo che il prossimo anno potrà sostituire le ammende, inutili, con la chiusura delle curve. Ognuno faccia la sua parte, e Zeman non confonda le acque. I buu sono un comportamento idiota e razzista, nulla c’entrano con l’atteggiamento in campo di Balotelli. Anche se a qualcuno è poco simpatico, non merita certo un simile trattamento.

Repubblica.it – F. Bianchi