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Top 11 del mondiale, Juan porta in alto i colori giallorossi

Da libero:

 Ci sono cinque spagnoli, tre olandesi, due tedeschi e un brasiliano: sembra l’inizio di una barzelletta delle più classiche ma non lo è. Sessantadue partite sono andate, un mese di calcio un pò così anche: per chiudere questa strana edizione dei Mondiali, la diciannovesima, mancano ancora una sfida vera, la più importante, e una finta, e personalmente dubito che le finali per il primo e il terzo posto possano imporre cambiamenti al Top 11 (per rendimento) che presento. 

La scelta più difficile è stata quella del miglior portiere, visto che la categoria è uscita a pezzi anche per colpa dello Jabulani (attenuante specifica). Alla fine ho deciso di premiare Iker Casillas che in fondo ha commesso un solo errore, nella prima uscita con la Svizzera. Nelle cinque successive ha fatto benone risultando quasi perfetto nella semifinale con i tedeschi.

Gli esterni difensivi che mi sono piaciuti di più sono l’olandese Gregory Van der Wiel, ventiduenne dell’Ajax, e – fascia sinistra – lo spagnolo Joan Capdevila, più continuo di Coentrao e Salcido e più “dentro” il ruolo del tedesco Boateng che nasce centrale. In mezzo altri due veterani: Charles Puyol, autore del gol da finale, e il brasiliano Juan che ha pagato un’uscita a vuoto di Julio Cesar e i danni provocati alla squadra da Felipe Melo sul 2-1 per l’Olanda: il centrale della Roma non ha sbagliato una partita, al massimo un paio d’interventi ed è stato il meno colpevole sul gol di testa di Sneijder.

Le chiavi del gioco le ho affidate a Xavi, il miglior centrocampista del mondo, e Bastian Schweinsteiger, una mezzala a tutto tondo che Mancini avrebbe voluto portare all’Inter nel 2006: il tedesco, di una sicurezza spropositata, è stato protagonista di un Mondiale eccezionale.

I tre alle spalle della punta sono un altro tedesco, Mesut Ozil, capace a solo 21 anni di non far rimpiangere Diego nel Werder Brema e Ballack in nazionale: tecnica, corsa, tutti i colpi del 10 illuminato, Ozil è una delle poche rivelazioni dei torneo; poi Wesley che in questa stagione si è affermato compiutamente e in Sudafrica ha risolto quasi tutte le partite dell’Olanda, anche sfruttando il lavoro di Dirk Kuyt, 29 anni, visto decine di volte nel Liverpool: dieci polmoni, forza nelle gambe, attacco e prima copertura, e soluzioni. Uno Zanetti d’offesa. Una citazione anche per l’uruguaiano Luis Suarez, giovanissima stella dell’Ajax che in un paio di gare ha fatto cose splendide. Infine l’attaccante: naturalmente David Villa, anche se ha spesso giocato da seconda tanto con Torres quanto con Llorente: un acquisto azzeccato per il Barcellona di Guardiola; subito dietro Villa, Diego Forlan che Tabarez ha inventato trequartista con risultati eccellenti.