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Kaspar Capparoni: “I tifosi della Roma sono i più bravi di tutti a sostenere la squadra”

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Kaspar Capparoni è un grandissimo appassionato di calcio ed è follemente innamorato dei colori giallorossi, anche forse per la sua storia che ogni volta racconta con grandissimo trasporto:
Appena nato ero stato portato sulla cattiva strada: infatti mi regalarono subito una maglietta della Juventus e un pupazzo bianconero, quindi diventai immediatamente un tifoso juventino. Inoltre mio padre era della Lazio, anche se il suo rapporto con il tifo era particolare, quindi in pratica non esisteva possibilità che io potessi diventare della Roma. Tutto cambiò però quando andai una volta allo stadio Olimpico per vedere la partita tra Juventus e Roma. Vedevo molti miei amici e compagni che insultavano la squadra avversaria e io non ero d’accordo visto che si insultava il nome della città in cui vivi, che ami, che ti ospita e che da sempre ti regala sensazioni uniche. Da quel momento mi sono reso conto di essere Romanista e il fatto che sia stata una mia scelta e non un’imposizione, mi rende veramente orgoglioso. Io sono della Roma perché lo sono davvero, non perché qualcuno ha deciso per me.”

Ci soffermiamo poi sulla figura del padre di Kaspar, chiedendo se dopo la sua scelta di diventare della Roma il loro rapporto fosse cambiato:
“Assolutamente no, mio padre viveva il calcio in modo sportivo, come dovrebbe essere assolutamente, pensa addirittura che io e lui siamo andati allo stadio insieme una sola volta. Era l’addio al calcio di Bruno Conti, e lui, nonostante fosse laziale, ha voluto comunque rendere omaggio a un campione che vestiva la maglia giallorossa”.

Dal passato al presente, oggi Kaspar segue sempre la Roma, va spesso allo stadio Olimpico, ma non condivide molte delle chiacchiere che sente tra i tifosi:
Io non capisco queste critiche che vengono rivolte alla proprietà, che secondo me si sta comportando benissimo, cercando di portare un modello di società qua in Italia finora sconosciuta, almeno nel calcio. Le operazioni fatte negli ultimi tempi testimoniano la volontà di cambiare e di staccarsi dalla mentalità che regna da queste parti, diventando internazionali. Negli ultimi tempi sono stati raggiunti accordi con Volkswagen e Nike due marchi conosciuti in tutto il mondo e il fatto che si siano voluti legare alla Roma è un segnale importantissimo. Un po’ di tempo fa sono stato a New York e sono entrato nella NikeTown: sono rimasto senza fiato nel vedere tutti i vari settori. Poi sono andato a vedere le maglie di calcio e quella della Roma non c’era. Pensare che tra un paio di anni potrà trovarsi accanto a quella del Barcellona e del Brasile mi riempie d’orgoglio”.

Certo l’esportazione del marchio Roma è importante, ma lo sono anche i risultati sul campo.
Certo che lo sono, ma quelli arriveranno con il tempo. Hai visto il Barcellona che questa settimana ha battuto il Milan che era favoritissimo, loro hanno deciso molti anni fa di intraprendere una strada che è simile (non facciamo paragoni, per carità) a quella scelta dalla Roma. E’ una strada lunga e comprende molti aspetti, ma i risultati alla fine si vedranno senza dubbio. D’altronde il presidente Pallotta ha parlato di scudetto in 5 anni e adesso è ancora presto per criticare. Noi tifosi siamo così, ci piace vincere immediatamente senza pensare che magari con un’organizzazione si potrebbe arrivare alla vetta e restarci per parecchi anni. Mi sembra che i giocatori ce li abbiamo anche. Poi se non dovesse mantenere la promessa il presidente, si potrà criticare, ma credo che il primo deluso sarebbe lui. Conosco bene gli americani, ci tengono tantissimo alla parola data”.

Kaspar poi ci ha salutato con una battuta e un messaggio ai tifosi:“Hai visto che il nuovo Papa ha scelto il nome Francesco? Ha trovato subito il modo per entrare nel cuore dei tifosi romanistiPrima di salutarti volevo fare un appello ai tifosi: domenica e ogni volta che gioca la Roma andiamo allo stadio e facciamo quello che sappiamo fare meglio di tutti, tifiamo e sosteniamo la nostra squadra, senza pensare a niente, solo a vincere la partita!”.

Già i tifosi della Roma sono i più bravi di tutti a sostenere la squadra e sia io che Kaspar siamo sicuri che tra poco tempo riusciremo a toglierci tantissime soddisfazioni giallorosse.

Umberto Ruggeri