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Ma questa Roma merita un applauso

Stavolta la Roma ce l’ha messa tutta, ma evidentemente lo scudetto non è nelle corde di una squadra che ha già fatto grandi cose nella stagione in corso. Si parla di un Ranieri in confusione, che fa pochi cambi, che non dà respiro ai soliti noti e di difesa male organizzata, quando appena due giorni fa si contestava al tecnico di curare troppo la fase difensiva e di non ‘osare’ qualche cosa in più. Come mettere Menez dal primo minuto, per esempio, o Mexes titolare per far tirare il fiato a Burdisso. Detto, fatto: critici accontentati, ma soltanto un pareggio a Livorno, come a dire: cambiando l’ordine degli addendi, il risultato non muta. E il risultato di ieri uscito dall’Armando Picchi ha come risvolto negativo di spegnere i sogni dei tifosi, alimentati più dal cuore che dalla ragione, da una corrente che vuole la Roma sempre e comunque in lotta per lo scudetto, anche quando le forze a disposizione e analisi obiettive non consentirebbero voli pindarici. Il passo successivo (e pericoloso) delle aspettative cresciute sotto la voglia di sensazionalismo è richiedere a tecnico e squadra sforzi che non sono nelle loro possibilità. Vincere a Napoli, a Livorno o in casa contro il Milan, per fare degli esempi, come se tutte le partite fossero semplici, come se la rosa allestita la scorsa estate garantisse opportunità di facili successi, come se la squadra non avesse diritto ad una naturale flessione (peraltro senza interrompere la striscia positiva più longeva dalla serie A), dopo lo straordinario cammino compiuto finora partendo dalle macerie spallettiane. Per i tanti che vedono il bicchiere mezzo vuoto (come il sempre esigente Montali, che non ha però dimenticato di sottolineare i grandi meriti di tecnico e giocatori per aver dato in campo tutto quello che avevano), c’è da considerare il bicchiere mezzo pieno del punto guadagnato sul Palermo e delle distanze rimaste invariate nei confronti della Juventus, che ora però ha una partita in meno per tentare di riacciuffare la Roma. Un bicchiere mezzo pieno, che potrebbe portare un terzo posto insperato all’inizio della stagione e i soldi (oltre che il prestigio) di una partecipazione alla Champions League, fondamentali per guardare al progetto Roma con una rinnovata vena di ottimismo.