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Osvaldo, una rockstar all’Olimpico

rovesciata Osvaldo Roma-Catania SGROsvaldo resta o va via?. Questa la domanda che ogni tifoso romanista si pone dopo gli ultimi episodi comportamentali che hanno caratterizzato il mese d’aprile dell’attaccante italo-argentino. Arrivato a Roma nella scorsa stagione sotto la guida di Luis Enrique ha stupito tutti per rendimento, 11 gol in 26 partite in Serie A, ma non solo per le sue indiscusse doti tecniche. Come ogni argentino che si rispetti Osvaldo ha un carattere fuori dalle righe, come dimostra la sua grande passione per il rock e quei gruppi che hanno fatto dell’eccesso uno stile di vita. A Roma ci ha messo davvero poco a tirare fuori quel lato di se a dir poco esuberante. Primo episodio lo schiaffo al compagno di squadraLamela nel post-partita contro l’Udinese, reo di non avergli passato la palla in campo durante un contropiede giallorosso. Osvaldo così negli spogliatoi chiede spiegazioni al giovane argentino che piccato gli risponde: “Falla finita non sei Maradona”, inutile descrivere la reazione di Osvaldo che schiaffeggia il compagno e si ritrova con una multa commissionata dalla società e ai margini della squadra per la successiva partita contro la Fiorentina. I comportamenti comunque non mettono in discussione l’amore dei tifosi nei suoi confronti, ma si sa anche la pazienza si esaurisce. Quest’anno arriva Zeman eOsvaldo è un giocatore importante sul quale il boemo vuole puntare, ma il carattere sembra essere un grosso limite come sottolineo lo stesso tecnico: “Dopo Totti è il calciatore di maggior talento che ha la Roma. Ma deve mettersi in testa di allenarsi”. Parole dure che fanno imbufalire il calciatore e il rapporto con Zeman si inclina irrimediabilmente. Il boemo va via e arriva Andreazzoli, e proprio nella partita di esordio del nuovo tecnico giallorossa, succede il fattaccio. A Marassi contro la Sampdoria la Roma è sotto di un gol, e ai giallorossi viene concesso un calcio di rigore per fallo proprio su Osvaldo. Con Totti in campo i rigori sono del Capitano ma l’italo-atgentino si intestardisce e decide di battere lui il rigore. Risultato, penalty sbagliato e critiche a non finire da parte dei tifosi e dei giornali romani, tanto che spingono lo stesso Osvaldo a scusarsi con un messaggio tramite Twitter. Nessun ha mai imputato ad Osvaldo di non amare abbastanza la maglia, ma il carattere troppo “passionale” rischia di bruciare un talento che a Roma amano in parecchi. Ultimo episodio della lista il volo con la fidanzata verso Londra durante il derby contro la Lazio pareggiato 1-1. A molti è sembrata una mancanza di rispetto nei confronti della squadra che in quel momento si stava giocando la partita più importante del campionato, e le voci di mercato non aiutano la situazione con il Tottenham pronto secondo alcune indiscrezioni a fare carte false per portare in Inghilterra il calciatore. Osvaldo però non ci sta e con la tripletta all’Olimpico contro il Siena urla e grida il suo disappunto a quei tifosi che lo criticano, dimostrando ancora una volta che lui i numeri per essere un grande ce li ha, ma come ogni rockstar che si rispetti ha bisogno dei suoi 5 minuti di follia.

 

Lorenzo Amadio