Home » Dichiarazioni » Ranieri: “Totti pigro? E’ un giudizio che condivido. Lui è un campione, ma a volte non si allenava con i dovuti ritmi, per questo lo mandavo in panchina”

Ranieri: “Totti pigro? E’ un giudizio che condivido. Lui è un campione, ma a volte non si allenava con i dovuti ritmi, per questo lo mandavo in panchina”

L’ex tecnico della Roma Claudio Ranieri torna a parlare della sua vecchia esperienza nella Capitale rilasciando un’intervista al quotidiano calabrese la Gazzetta del Sud

Per il campionato vogliamo indicare la griglia di partenza?

«In prima fila il Milan, affiancato ancora dall’Inter. Poi ci metterei Juventus e Napoli in seconda, in terza la Lazio accanto alla Roma che resta un’incognita. La Fiorentina è da scoprire, così come il Palermo che sarà un altro senza Pastore».

Facciamo battere la lingua dove il dente duole: come vede la sua ex Roma, club del quale è anche tifoso.

«Per adesso non sono in grado di fare una valutazione precisa. Bisogna capire le reali intenzioni della nuova dirigenza americana. Certo, ci sono campioni nell’organico, come Totti e De Rossi, hanno preso un grande portiere, c’è un Lamela tutto da scoprire, ma non mi sento di anticipare giudizi. Oggi la Lazio mi ispira più fiducia»
.

Ha parlato di Totti. Qual è stato il suo reale rapporto con questo fuoriclasse? Si è detto che abbia costituito una delle ragioni del suo anticipato divorzio con la Roma?

«Smentisco. A Roma per un romano è difficile allenare. Le pressioni dell’ambiente, che sono già esasperate, nei confronti di un romano superano ogni eccesso. All’interno dello stesso spogliatoio si era creato un clima per cui ho ritenuto opportuno, per il bene della Roma e di me stesso, andare via. Totti non c’entra. Posso anzi affermare che è un bravissimo ragazzo, generoso, uno che fa beneficenza senza clamore. È però romano. Non so se mi spiego. Gli attuali dirigenti lo hanno definito pigro, è un giudizio che condivido. A volte non si allenava con i dovuti ritmi da lunedì a sabato, per questo lo mandavo in panchina. Ma è il giocatore più grande che abbia allenato. Avesse lasciato Roma per un Barcellona o un Manchester avrebbe vinto parecchi palloni d’oro».

Ha allenato Lampard, Del Piero e Totti. Le differenze?

«Lampard si è fatto avanti per la grande volontà, si dedicava agli allenamenti sino al sacrificio. Del Piero, dopo una seduta intensa, non andava via ma continuava a chiamare compagni e a giocare, tirare in porta, provare punizioni e rigori, impegnare i portieri. Totti invece andava subito via. Se gli chiedevi uno sforzo supplementare, prendeva il pallone, ti diceva “lo metto là”, l’esercizio gli riusciva e poi rientrava negli spogliatoi. Calcisticamente Francesco è stato il più bravo, ma Lampard e Alex hanno un carattere forte».