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Ranieri: “Genova ci lancerà”

Dalla Repubblica:

Tre vittorie di fila, partenza lanciata dopo la sosta e quarto posto in classifica agganciato per la prima volta in questa stagione. Gli ingredienti per giustificare l’ottimismo di Ranieri ci sono tutti: “E Genova sarà il nostro lancio”, promette il tecnico. Domani alle 12.30 (per abituare i giocatori a condizioni di luce e orario del pranzo insoliti la conferenza stampa è stata posticipata rispetto al solito) la Roma cercherà però conferme a Marassi contro la Sampdoria del neo acquisto Macheda È abile, forte fisicamente e tecnicamente, la garanzia è Ferguson”). La Samp, a distanza di nove mesi, evoca la fine dei sogni scudetto dell’anno scorso: “Fu solo una sconfitta in un campionato eccellente. Un sogno per tutti noi, dicevamo “non succede, ma se succede”. Non è successo. Ora vogliamo riprovarci”.

“GENOVA IL NOSTRO LANCIO” – Anche per questo, l’obiettivo di Ranieri è uno soltanto: “Vogliamo fare bottino pieno. Senza Cassano giocano in modo più corale, senza di lui tutti giocano per i due attaccanti. Ma noi veniamo da tre vittorie consecutive. Ricordiamocelo ogni tanto, anziché dire che i ragazzi sono deconcentrati. La Samp in casa ha fatto bene e battuto il Bari 3-0 e pareggiato con il Milan. Sarà difficile, ma può essere il nostro lancio”. Una fiducia garantita anche dalla forma degli attaccanti: Vucinic su tutti. “Da lui mi aspetto quello che ha fatto l’altra volta – spiega Ranieri – avevo detto che mi aspettavo i suoi gol e quelli di Totti, lui li ha fatti, il capitano è stato generosissimo e anziché provare a fare gol ha fatto segnare Vucinic. Questo la dice lunga sulla forza morale del nostro capitano”. Proprio Totti a Genova rischia di restare fuori. Spesso, però, un’esclusione iniziale non ha impedito alle stelle dell’attacco di diventare decisive in corso d’opera: “Se Borriello sta fuori e entra o segna o fa fare gol. Vucinic entra con Inter e Catania e fa gol, Totti entra con il Bayern e fa gol. Questa è la crescita importantissima per la nuova Roma. il nuovo progetto è fare una rosa importante. Poi, starà alla nuova proprietà confermare o cambiare il progetto. A me è stata data una rosa importante”. Tutti sullo stesso livello, quindi? “Tutti alla pari oggi, tranne Adriano che è rientrato in ritardo. Totti non ha avuto nessun infortunio, è in grossissima forma. Lui sta bene come gli altri”.

“TOTTI AL CENTRO DELLA ROMA” – Qualcuno, invece, continua a vedere un Totti ormai abbandonato dal tecnico, costretto a un ruolo non suo, scontento e poco gratificato dal nuovo ruolo – non solo tattico – nella Roma di oggi. “Non mi sembra Totti abbia mai detto questo – la replica di Ranieri – lui ha 4 anni di contratto, futuro da dirigente. Lui è la Roma, io non vedo un futuro della Roma senza Totti. Nel mio progetto è al centro. Per altre cose parlate con lui, non posso parlare di cose che non so”. Ciò nonostante, a Genova il numero dieci dovrebbe partire dalla panchina, per far posto al trio Menez, Vucinic e Borriello. Alle loro spalle, con De Rossi (“Non ha recuperato tanto, ha ancora tosse, valutiamo domani”), spazio a Perrotta e Greco, nonostante nell’allenamento di oggi il tecnico abbia provato Brighi e Simplicio. In difesa, davanti a Julio Sergio, confermata la linea anti-Catania, con Cassetti e Riise esterni e Mexes-Juan al centro. Ancora non convocato Adriano: “Ma deve riprendere il tono atletico dei compagni. Forse lo rivedrete con il Cesena”, garantisce Ranieri. Non resta che aspettarlo.

“NON PENSO AL CONTRATTO” – Un risultato positivo serve a Ranieri anche per continuare a sognare un titolo che potrebbe garantirgli un rinnovo di contratto a cui, anche lui, non crede quasi più: “Ma i contratti contano poco – giura – io porto avanti il progetto Roma, poi se mi arriverà o no cambia nulla. Io lavoro per rendere la squadra competitiva per il titolo. Non è con un contratto che sono più o meno sereno”. Ranieri non vuole sentir parlare neanche di possibili giocatori in partenza che faticano a trovare alternative: “Io non faccio il mercato, non sono mie le difficoltà. Ma a me piace avere due giocatori per ruolo e tre portieri. In tutto, 23-24 giocatori. Ho chiesto a Pradè di lasciarmi Pettinari con me, preferisco giochi con i campioni piuttosto che andare fuori a non giocare”. Chi gioca poco, è anche Doni: “Ho 3 ottimi portieri, a San Siro ha giocato Doni che non è il primo venuto. Come allenatore sono contentissimo. Con Doni non ho dovuto parlare, non mi ha chiesto di andare via”. Dopo le proteste catanesi per gli errori arbitrali, anche una parola sull’ipotesi della moviola in campo: “Sono favorevole a tutto, il calcio non è sport ma business, bisogna fare chiarezza su ogni situazione. Ma il calcio va avanti un po’ a rilento. Platini sostiene che il fattore umano ci sta, ha messo due arbitri in più in Champions. Poi è un problema italiano, tanto è vero che parliamo di arbitri a due giorni dalla partita. Altrove non avrebbe senso”. Almeno su questo, non ci sono dubbi.